
È bastato un momento per tagliare
quella testa,
e forse non basterà un secolo per generarne unaltra pari alla sua
J. Lagrange

"..niente si crea, nelle operazioni dell'arte ne' in quelle della natura e si
può porre come principio che in ogni operazione vi è una quantità uguale di materia
prima e dopo l'operazione, che la qualità e la quantità dei principi
[elementi] è la stessa e che si verificano solo cambiamenti e modificazioni. Su
questo principio si fonda tutta larte della sperimentazione in chimica. E
inoltre indispensabile ammettere lesistenza di una vera uguaglianza o identità tra
i principi componenti dei corpi studiati e i principi estratti da essi mediante
lanalisi "
(Trattato di chimica elementare, di A.L.Lavoisier 1789)
Il bilancio di materia per una reazione chimica è rappresentato dall'equazione chimica che si basa sulla relazione matematica seguente
massa totale degli elementi |
massa totale degli elementi |
"Nulla si crea dal nulla in ogni operazione di cambiamento e in ogni reazione vi è una quantità' uguale di materia prima e dopo la trasformazione
La legge della conservazione degli elementi è unestensione scientifica dell ipotesi sulla conservazione della materia che risale ai filosofi greci
Nulla si crea nulla si distrugge, tutto ciò che esiste è soltanto
lunione o la separazione di oggetti che esistevano già prima Anassagora,
V ° secolo a.C 
I corpi tutti ne' suoi
atomi poi la natura se li dissolve di nuovo,
non ne distrugge nessuno.....
.....
Non dunque tornano al nulla le cose, ma, disgregandosi,
tutte ritornano a atomi della materia.....
.....
Non ciò che sembra perire, dunque, perisce del tutto,
perchè rifà la natura cosa da cosa, e non vuole
ch'una ne nasca, se un'altra non la soccorra morendo.
Tito Lucrezio Caro, De rerum natura (I sec. a.C.) libro I, 248-264
a sinstra Francis Bacon (Bacone)
Nel 1620 F. Bacone enunciava la legge di conservazione della materia in questo modo
...niente si crea dal nulla e niente si distrugge, ma quello che propriamente si chiama la quantità di materia, ovvero lintera somma delle sue particelle, rimane inalterato, non aumenta né diminuisce
Prima di Lavoisier, la chimica aveva avuto uno sviluppo sperimentale soprattutto di tipo qualitativo, ma sul piano teorico utilizzava modelli interpretativi non del tutto coerenti quali ad esempio la teoria di Stahl del flogisto, o modelli del tipo fisico quali l'affinità

Isaac Newton
Prima di Lavoisier, la chimica aveva avuto uno sviluppo sperimentale soprattutto di tipo qualitativo, ma sul piano teorico utilizzava modelli interpretativi non del tutto coerenti quali ad esempio la teoria di Stahl del flogisto o modelli di tipo fisico quale l'affinità.
Il tema de "laffinità chimica risale agli alchimisti (il simile scioglie il simile) e guidava la medicina paracelsiana. J. R. Glauber (1604-1670), seguace di teorie alchemiche, nonché produttore e venditore di sostanze chimiche (Na2SO4 sale mirabile) cercò di elaborare una teoria in grado di spiegare le reazioni tra acidi e metalli basandosi sulle somiglianze tra sostanze.
[Me + n HCl
MeCln + n/2 H2
]
Fu Newton (Principia) a tentare la fomalizzazione scientifica della teoria dellaffinità:
Ho dedotto, con laiuto di considerazioni matematiche, il moto dei pianeti dalle forze che su essi agiscono. Sarebbe desiderabile di spiegare anche altri fenomeni naturali con i principi della meccanica, per mezzo di ragionamenti dello stesso genere. Molte considerazioni mi spingono a intuire che questi fenomeni dipendono da forze per effetto delle quali, per ragioni ancora ignote, le particelle dei corpi sono spinte luna verso laltra e si combinano in figure regolari, o si urtano reciprocamente

noi arriviamo ad un numero sempre più piccolo di principi differenti e ciò costituisce lindicaione che quanto più avanti riuscirà a spingersi lanalisi chimica, tanto più essa dovrà arrivare a una maggiore semplicità e omogeneità e, giunta allultima decomposizione, raggiungerà la massima omogeneità e semplicità
R.G. Boscovich, 1758

Un laboratorio di chimica del settecento, da una tavola dell'Encyclopédie di Diderot e D'Alambert
Durante il '700 i fenomeni più studiati erano quelli che coinvolgevano il calore. Pertanto le reazioni chimiche maggiormente sottoposte all'osservazione erano quelle che riguardavano la combustione in genere, nonchè quelle coinvolte nella metallurgia, scienza allora relativamente avanzata anche per il suo grande interesse pratico: le calcinazioni, le riduzioni e le combustioni.
Calcinazione: un metallo (Me) all'aria e in presenza di fuoco si trasforma in calce
| 2Me + O2 | 2MeO |

Riduzione :una calce in presenza di opportuni materiali, ad esempio il carbone, con l'aiuto del fuoco si trasforma in metallo:
| 2MeO + C | 2 Me + CO2 |

Combustione: alcuni materiali (come ad esempio il legno) in presenza di fuoco e aria danno origine a ceneri
| CH4 + O2 | CO2 + H2O |

Una delle prime teorie unitarie ed efficaci fu elaborata
da Georg Stahl (1660-1734), che introdusse il concetto
di flogisto: una specie di "principio infiammabile",
costituente comune di tutti i corpi combustibili o dei metalli, di natura impalpabile e
privo di peso o comunque estremamente leggero, prodotto dai corpi combustibili,
sotto forma di calore o di fiamma:
"La sostanza infiammabile ...reale...di provenienza terrestre"
Calcinazione: alla luce della teoria del flogisto
era considerata come l'emissione di flogisto liberato dal
metallo riscaldato all'aria e dunque
| Me | calce |
+ | flogisto |
Riduzione: scaldando poi la calce con carbone di legna, il flogisto veniva ripristinato, dando di nuovo metallo, ossia la reazione inversa alla precedente:
calce |
+ | flogisto | carbone |
Me |
il flogisto delle sostanze grasse e del carbone passa con grande facilità nei metalli calcinati, ripristinando la loro capacità di fondere, venire forgiati e amalgamati "
Riduzione: in base alla teoria del flogisto la reazione di combustione avviene tra un materiale ricco di flogisto in grado di bruciare (combustibile) con un materiale deflogisticante (comburente) e di un innesco per la reazione (accensione e fuoco).
| materiale combustibile | |
cenere |
+ | flogisto |
Di
fianco: Caricatura di Joseph Priestley
Uno dei meriti della teoria del flogisto è quello di unificare i due processi: la calcinazione e la combustione. Le due reazioni erano apparentemente simili: entrambe avvenivano in presenza di aria su materiali combustibili. Tuttavia la prima comportava un aumento di peso, la seconda una diminuzione questo creava un'anomalia per la "teoria del flogisto, accreditata in quel tempo.
Proprio nell'epoca del flogisto, infatti, grandi studiosi come Black,
Cavendish, Scheele, Priestley, diedero vita alla chimica dei gas ottenendo
progressi sorprendenti nell'analisi chimica, sia "teorica" che
"applicativa".
Si puo' insomma sostenere che la chimica deve proprio all'inesistente flogisto il suo
definitivo passaggio a scienza teorica autonoma:
La concezione flgistica ha generalizzato una moltitudine di reazioni (di
ossidazione) e ciò ha costituito un importantissimo passo in avanti della scienza
D.I.Mendeleev
Per falsificare la teoria del flogisto occorreva un approccio quantitativo alle trasformazioni chimiche ben lontano, sia dalla mentalita' dell'epoca, cioe' di gran parte del '700 (Lavoisier agì infatti nella seconda meta' del '700), che dai mezzi a disposizione. Va anche aggiunto che solo verso la fine del secolo si diffuse l'uso di raccogliere i gas e di valutare con la bilancia, in modo esatto, l'acquisto o la perdita di peso durante combustioni o calcinazioni.

Luigi XVI alla ghigliottina
A.L. Lavoisier opera nella Francia rivoluzionaria che aveva pubblicato la famosa Encyclopédie ou dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des mètiers e che era in quel periodo il paese maggiormente sviluppato al mondo per la ricerca e lo sviluppo della scienza.
La chimica del tempo non avevateorie sufficientemente potenti per
interpretare la pur vasta moltitudine di dati sperimentali accumulati e per interagire con
altre discipline, come la matematica e la fisica, che invece avevano già costituito da
tempo la loro base teorica.
Non mi attendo che le mie idee siano adottate tutte in una volta, lo spirito
umano si piega a una maniera di vedere, e quelli che hanno esaminato la natura sotto un
certo punto di vista durante una parte della loro carriera, giungono con fatica a idee
nuove, appartiene, dunque, al tempo il confermare o distruggere le opinioni che ho
presentato: nellattesa vedo con grande soddisfazione che i giovani che cominciano a
studiare la scienza senza pregiudizio, che i geometri e i fisici che
hanno la mente nuova per le verità della chimica, non credono piu al flogisto nel
senso in cui lha presentato Stahl, e considerano tutta questa dottrina
unimpalcatura piu imbarazzante che utile per continuare ledificio della
scienza chimica
A. Lavoisier, memoria 1783
Allinizio dei suoi studi di chimica Lavoisier accetta la teoria del flogisto, ma in breve tempo ne rileva le contraddizioni i chimici fecero del flogisto un principio vago, non definito in unesatta misura, e che perciò poteva servire a spiegare qualsiasi cosa in cui si fosse voluto chiamarlo in causa.
Lavoisier partì da esperimenti già noti, li riprodusse e reinterpretò i risultati alla luce di nuove ipotesi. L'esperimento che rappresento' per Lavoisier una tappa fondamentale per sviluppare il suo nuovo approccio "quantitativo" alle reazioni chimiche, era stato già realizzato in precedenza da Priestley (1733-1804). Quest'ultimo tuttavia non aveva saputo individuare in quella nuova aria un nuovo elemento, ma si era limitato a considerarla "aria priva di flogisto", come naturale conseguenza dell'applicazione di una teoria allora molto in voga.
I risultati dell esperimento sullo studio quantitativo del comportamento del mercurio all'aria, furono pubblicati da Lavoisier in una memoria nel 1775. Viene considerato Un esperimento cruciale nella storia della chimica che permetterà il passaggio dal paradigma della teoria del flogisto alla legge di conservazione degli elementi.
Fase 1
Il mercurio[Hg] venne introdotto nella storta il cui lungo collo
"pesca" nella campana di vetro piena d'aria e isolata dall'esterno. Dopo un
lungo riscaldamento (dodici giorni!), Lavoisier osservò la presenza di una polvere rossa
nella storta pari a 45 grani e trovò che il volume di aria, presente nella campana di
vetro, era diminuito di 8.9 pollici cubici, pari ad un sesto del volume di partenza.
Ho racchiuso in un apparecchio confacente, del quale sarebbe difficile dare
unidea senza lausilio delle figure, 50 pollici cubici di aria comune, ho
introdotto in questo apparecchio 4 once di mercurio purissimo e ho proceduto alla
calcinazione del mercurio, sottoponendolo per dodici giorni a un grado di calore quasi
uguale a quello necessario per farlo bollire. .....Infine dopo dodici giorni ... ho
osservato che laria ..era diminuita in volume di 8 o 9 pollici cubici, cioè circa
1/6 del volume originario e che, nello stesso tempo, si erano formati circa 45 grani di
mercurio precipitato per se, detto anche calce di mercurio [ossido di mercurio]
A. Lavoisier, opere 1777
Lo schema della reazione di calcinazione del mercurio è il seguente:
| mercurio + aria | ossido di mercurio |

| 2Hg | O2 | 2HgO |
| massa del mercurio | incremento | massa dellossido |
| x | 1/12 di x | 45 grani |
| 2,201 | 0,183 g | 2,385 g |
Lequazione matematica x + 1/12.x = 2,385 g permette di ricavare x = 2,201 g
Fase 2
Nella seconda fase la polvere rossa venne pesata, rimessa in una storta e riscaldata energeticamente. Dopo un po' di tempo Lavoisier osservò la formazione di mercurio metallico e contemporaneamente una produzione di "aria", che andava esattamente a bilanciare la quantità consumata nella reazione precedente. Inoltre determino' che l'ossido di mercurio aveva una massa superiore al mercurio di partenza e la differenza era di un dodicesimo rispetto alla massa delmercurio di partenza.
Ho riunito con cura i 45 grani di calce di mercurio che si erano formati durante la calcinazione precedente, li ho messi in una piccola storta di vetro, il cui collo doppiamente ritorto, era inserito sotto una campana di vetro riempita di acqua, e ho proceduto alla riduzione senza addizione di carbone. Ho riottenuto ..quasi la stessa quantità di aria che era stata assorbita nella calcinazione, cioè di 8 o 9 pollici circa
Lo schema di questa reazione e' il seguente:
| ossido di mercurio | mercurio + aria |

2HgO
2Hg + O2
Lavoisier identifico' l' "aria" sviluppata durante la
reazione come un nuovo "elemento"(l' elemento ossigeno!): un' "aria
vitale", che alimentava le combustioni e la respirazione degli animali.
Attribuiì a questo elemento il nome di principio ossigino in quanto
aveva trovatoche facendolo reagire ad esempio con fosforo o zolfo generava sostanze con
caratteristiche acide. Il nome ossigeno deriva infatti dalla lingua greca (oxys = acido e
ghennao = generare) e significa appunto "generatore di acidi".

Appello alle armi della Comune
Sinteticamente, i meriti di Lavosier per la chimica, che indussero poi Berthollet a riconoscere in lui lo scienziato che fece "la rivoluzione chimica", possono essere cosi' sintetizzati:
Provo' sperimentalmente che durante le reazioni la massa si conserva, in
quanto si conservano i principi elementari ( in seguito si scoprira' la conservazione del
tipo e del numero degli atomi)
.
Bilancia di alta precisione appartenuta a Lavoisier
Individuo' l'elemento ossigeno e gli assegno' il ruolo di componente reattivo
dell'aria sia per le combustioni, sia per le calcinazioni e smenti' le ipotesi che
consideravano l'aria poco piu' che un mezzo per fare avvenire le reazioni.
...la respirazione non è altro che una lenta combustione di carbonio e idrogeno, completamente simile a quello che avviene in una lampada o in una candela e quindi, da questo punto di vista, gli animali che respirano sono veri corpi combustibili che bruciano e consumano se stessi .. Si può dire che questa analogia tra la combustione e la respirazione non era sfuggita allattenzione dei poeti, o meglio dei filosofi dellantichità, e che essi lavevano spiegata e interpretata. Questo fuoco rubato al cielo, questa torcia di Prometeo, non rappresenta soltanto uningegnosa idea poetica, ma è anche limmagine dellopera della natura, almeno per gli animali che respirano; si può quindi dire, come gli antichi, che la torcia della vita illumina se stessa dal momento che il bambino trae il primo respiro e non si spegne mai fino alla morte."
A. Lavoisier, memoria 1789 scritta con Armand Seguin

Lavoisier esegue un esperimento di chimica pneumatica, anlizzando la natura dell'ossigeno
Introdusse un simbolismo che semplificava il linguaggio dei chimici e che
contemporaneamente acquistava un significato fisico
In ogni scienza naturale bisogna distinguere fatti, idee e parole... la parole deve far sorgere l'idea; l'idea deve rappresentare il fatto. Si tratta di tre impronte di uno stesso sigillo e siccome sono le parole che conservanole idee e che le trasmettono, risulta chiaro che sarebbe impossibile perfezionare la scienza senza perfezionareil linguaggio"

Frontespizio delle Méthode de nomenclature chimique
..per quanto siano sicuri i fatti, per quanto siano giuste le idee note dai fatti,
essi traggono in errore se per esse non esiste unespressione precisa

Equazione stechiometrica pubblicata da Lavoisier
Introdusse come criterio, per classificare le sostanze ed assegnare loro un
nome, la tendenza di queste a dare particolari reazioni, cioè la loro reattività'.
E tempo di ricondurre la chimica a una maniera di ragionare più rigorosa, di spogliare i fatti con i quali questa scienza si arricchisce tutti i giorni da ciò che vi aggiungono i ragionamenti e i pregiudizi; di distinguere ciò che deriva dai fatti e dallosservazione da ciò che è sistematico e ipotetico. Occorre infine segnare il limite al quale le nostre conoscenze sono pervenute di modo che quelli che verranno dopo di noi possano partire da questo punto e procedere nellavanzamento della scienzaA. Lavoisier, opere 1777
(fonte La chimica del '700
F.Abbri p.120 Loescher editore)

Arresto di Lavoisier