Dalla fisica aristotelica a Galileo
- Esistenza di nature qualitativamente determinate.
- Esistenza di un Cosmo: la credenza cioè nellesistenza di principi di ordine, in
virtù dei quali linsieme degli esseri reali forma un tutto gerarchicamente
ordinato.
Principio teleologico
Tutto ciò che accade in natura si compie per un dato fine, luniverso è
il risultato di un disegno prestabilito; la sua armonia è opera di una intelligenza
modellatrice che tende alla perfezione. |
Nello studiare la natura Aristotele si domanda
a quale fine?
Ogni cosa in natura è fatta per un fine
[Aristotele Fisica]
dopo Galileo lo scienziato si chiede
in che modo?
i discorsi nostri hanno a essere intorno al mondo sensibile, e non
sopra un mondo di carta [Galileo Galilei, "Dialogo sopra i due
massimi sistemi del mondo" (1632)]
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Mondo sublunare
[Terra]
mutamento
nascita/morte
generazione/corruzione
quattro elementi
Terra Acqua
pesanti
Aria Fuoco
leggeri |
corpi materiali

mescolanza dei quattro elementi
"pesantezza" e "leggerezza"
determinata dalla proporzione dei
4 elementi
|
Mondo celeste
[Stelle e Pianeti]
inalterabilità
quinto elemento
etere
solido cristallino
imponderabile
trasparente immutabile |
stelle e pianeti
fissati alle sfere celesti rotanti
tutte costituite di etere
|
moto
processo divenire
mutare
in se stesso e rispetto agli altri
[stato transitorio] |
moto
circolare perfetto
senza inizio nè fine |
Sul concetto di moto
Il concetto di moto in Aristotele riveste una valenza più generale rispetto alla
nostra attuale concezione. Egli considera moto non solo il mutamento di luogo (moto
locale) ma anche lalterazione qualitativa, laumento o diminuzione quantitativi
e, in taluni casi, la generazione e la corruzione.
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Luogo naturale
 |
Terra e Acqua
Centro dell'universo
|
Aria e Fuoco
Regioni "superiori"
|
Quiete
possibile solo nel luogo
naturale
non necessita di una
causa |
|
Moto
 |
Naturale
secondo natura
Il corpo muove verso il luogo naturale

Aria Fuoco
leggeri
[traiettoria rettilinea]
Terra Acqua
pesanti

finalità
portare il corpo alla quiete
nel suo luogonaturale |
Violento
contro natura
Il corpo si allontana dal luogo naturale

Terra Acqua
Aria Fuoco

non può essere perpetuo
necessita di una causa
[motore] |
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Sintesi della dinamica aristotelica
Moto e cause
- Ad ogni corpo per sua natura, determinata dalla miscela dei quattro elementi che lo
compongono, compete un luogo naturale.
- Nel luogo naturale, se non intervengono cause esterne, i corpi si mantengono in quiete.
- Il moto è qualche cosa che si trasferisce momentaneamente ai corpi,
trasformandoli in sé stessi e rispetto agli altri; è il passaggio
allatto di ciò che è in potenza.
- Ogni movimento, naturale o violento, necessita di una causa.
- Causa del moto naturale è il ritorno del corpo al suo luogo naturale.
- Causa del moto violento è un motore esterno in contatto (non sono ammesse azioni
a distanza) con il mobile.
- Soppressa la causa, naturale o violenta, il moto cesserà (cessante causa cessat
effectus).
Moto naturale
- La velocità dei corpi in moto naturale è direttamente proporzionale alla
grandezza del corpo che ne determina la pesantezza o leggerezza.
Più un corpo è
grande, più rapidamente esso compie il moto che gli è peculiare. (Del cielo, 290a)
Moto violento
- La velocità dei corpi in moto violento è direttamente proporzionale alla forza
applicata (motore).
- La velocità dei corpi in moto violento è inversamente proporzionale alla
grandezza del corpo.
Sia A il motore, B
il mosso, C la lunghezza percorsa, D il tempo in cui si attua il movimento. In un tempo
uguale la forza uguale A muoverà la metà di B per il doppio di C, e muoverà C nella
metà di D: tale, infatti sarà la proporzione. E, inoltre, se la stessa forza muoverà lo
stesso oggetto in questo tempo qui secondo tanta lunghezza, e lo muoverà secondo la metà
della lunghezza nella metà del tempo, anche la metà della forza muoverà parimenti la
metà delloggetto in uguale tempo secondo una lunghezza uguale. (Fisica, 249b)
- Se però, fra la grandezza del corpo e la forza applicata vi è una grande
sproporzione, allora è possibile che non si produca alcun movimento.
Se però E muove F
per uno spazio C in un tempo D, non segue necessariamente che E possa in un tempo eguale
muovere una massa doppia di F per metà dello spazio C; potrebbe darsi invero che non
provocasse alcun movimento. (Fisica, 249b)
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Sulla duplice funzione del mezzo
- Il moto violento dei corpi, una volta separati dal motore, si mantiene grazie ad una
reazione del mezzo attraversato dal corpo in movimento.
..gli oggetti che sono
lanciati si muovono sebbene ciò che ha impresso loro impulso non sia in contatto con
essi, vuoi per il reciproco sostituirsi, come sostengono alcuni, vuoi perché laria
che è stata spinta imprime loro un moto più veloce del moto naturale col quale il
proiettile si muove verso il suo luogo naturale. (Fisica, 215a)
- La velocità dei corpi è inversamente proporzionale alla densità del mezzo.
E sempre il
movimento sarà tanto più veloce quanto il mezzo sarà più incorporeo, meno resistente e
più facilmente divisibile.(Fisica, 215b)
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Negazione del vuoto
Il
vuoto in quanto tale, non comporta alcuna differenza. (Fisica, 214b)
- Il vuoto rende impossibile tanto il moto naturale quanto quello violento!
Moto naturale: senza la resistenza offerta dal mezzo, la velocità sarebbe infinita
e quindi i corpi si muoverebbero istantaneamente, assurdo!
Moto violento: il vuoto, non essendo un mezzo, non può ricevere o trasmettere il
movimento ; pertanto un moto violento nel vuoto equivarrebbe ad un moto senza motore,
assurdo!
- Lidea di vuoto non è compatibile con linterpretazione di moto come
mutamento e processo.
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Aristotele formula il principio dinerzia!?
Nel riassumere le sue argomentazioni contro lesistenza del vuoto, Aristotele
giunge a formulare, naturalmente per respingerlo, il principio dinerzia.
Inoltre, non si
potrebbe dire perché un corpo, una volta posto in moto, dovrebbe fermarsi in un posto
quale che sia; infatti, perché mai dovrebbe fermarsi qui anziché là? In tal modo un
corpo dovrebbe o essere in quiete o essere mosso ad infinitum, a meno che qualcosa di più
forte non lo arresti. (Fisica, 215a)
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- La fisica opera qualitativamente sul reale, la geometria in modo quantitativo solo sulle
astrazioni.
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- Il cosmo è una sfera finita, avente la terra come suo centro e la sfera delle stelle
fisse come frontiera.
- La terra, luogo naturale verso cui tendono i corpi pesanti, è un corpo finito al centro
del cosmo in quiete assoluta.
- La finitezza del cosmo deriva anche dal suo moto circolare, altrimenti saremmo costretti
ad ammettere lesistenza di una velocità infinita: se il cielo fosse infinito
e ruotasse circolarmente, esso percorrerebbe una distanza infinita in un tempo
finito,......ma noi sappiamo che ciò è impossibile. (Del cielo, 272b).
- Lintero ordine del cosmo, e in particolare i movimenti circolari delle sfere
celesti e degli astri in esse infissi, essendo eterno rende eterno lo stesso cosmo.
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Punto debole della teoria aristotelica è la spiegazione del
moto del proietto in assenza del contatto con il motore.
Materiale: lipotesi che i corpi pesanti possano essere mossi per
una reazione dellaria, è poco accettabile.
Formale: la duplice funzione dellaria come sostegno del moto in
assenza di motore e come mezzo che ritarda il moto di caduta, è contraddittoria.
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Ipparco (161-126 a.C.)/Giovanni Philoponos (VI secolo d.C.)/Giovanni Buridano
(1297-135) /Nicola Oresme (1323-1382)/Leonardo da Vinci (1452-1519)/Giambattista Benedetti
(1530-1590) /Galileo Galilei (1564 -1642).
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- La teoria dellimpetus, originariamente proposta da Giovanni Philoponos e
successivamente sviluppata e modificata, ipotizza che durante il contatto tra il motore e
il corpo venga a questultimo trasmesso, impresso qualcosa, chiamato impetus,
virtus motiva, virtus impressa,.. - che lo rende capace di muoversi, che ne causa il
moto.
- Più è prolungato il contatto corpo - motore e maggiore è limpetus trasferito.
Un esempio: il fatto che una pietra venga lanciata più
lontano con una fionda di quanto è possibile fare con la mano, è dovuto, secondo questa
interpretazione, alle numerose rivoluzioni che la pietra compie nella fionda, fatto che la
impressiona maggiormente di impetus.
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Nellopera pisana De Motu(1587), Galileo fornisce una interpretazione coerente del
concetto di impetus, i cui punti fondamentali sono:
- Limpetus è causa immanente (che risiede nei corpi), ma non naturale, del moto.
- Limpetus non è eterno, ma si consuma mano a mano che il moto si esaurisce.
- Tutti i corpi hanno un peso che tende naturalmente a muoverli
verso il basso; non esistono, contrariamente ad Aristotele, corpi leggeri in senso
assoluto, per natura.>
- Il moto ascensionale dei corpi avviene quando limpetus o leggerezza impressa dal
motore supera la pesantezza del corpo.
- La velocità di caduta di un grave carattere essenziale del moto è
proporzionale al suo peso.
- Il peso, che determina la velocità uniforme di caduta, non è quello
assoluto ma quello specifico relativo; ovvero il peso specifico del corpo diminuito
del peso specifico del mezzo in cui il corpo si muove. In conseguenza di ciò diventa
possibile concepire un moto di caduta nel vuoto; in esso e solo in esso, la velocità di
caduta è determinata unicamente dal peso (specifico) assoluto del corpo (si ricordi che
nella fisica di Aristotele, essendo la velocità di caduta dei corpi inversamente
proporzionale alla densità del mezzo, lesistenza del vuoto portava allassurdo
di una velocità infinita).
- Laccelerazione costituisce solo un accidente, non è un carattere essenziale del
moto, in quanto riguarda solo una prima fase transitoria del moto di caduta, terminata la
quale il moto diviene uniforme.
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1.
Limpetus o leggerezza trasferita al mobile dal motore, maggiore della sua pesantezza
naturale, determina il moto ascensionale. |
 |
2.
Salendo limpetus si consuma, la velocità diminuisce sino ad annullarsi alla quota
massima; in questo punto la leggerezza uguaglia la pesantezza. |
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3.
La prima fase della discesa risulta accelerata in quanto la leggerezza residua ritarda lo
stabilirsi del moto uniforme. |
 |
4.
Esaurito completamente limpetus il moto diventa uniforme e la velocità di regime è
proporzionale al peso specifico relativo del corpo: |
 |
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Contro la caduta proporzionale al peso
In un dato mezzo un pezzo di piombo cade
più rapidamente di un pezzo di legno ma due pezzi di piombo, qualunque sia la loro
dimensione, cadono con la stessa velocità.
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Quando i corpi sono
uniti |
considerando che ogni corpo tende a mantenere
la sua velocità
il
più piccolo ritarda il più grande
il più grande velocizza il più piccolo
 |
considerando i pesi
P3 = P2 + P1
P3 > P2 > P1
 |
v1<v3<v2 |
v3>v2>v1 |
ASSURDO!

LA VELOCITA'
NON E' PROPORZIONALE
AL PESO
La legge di caduta libera
Passando da una dinamica dei moti
uniformi ad una cinematica dei moti accelerati, Galileo giunge alla determinazione della
legge di caduta dei gravi.
Problema aperto: origine sperimentale o speculativa della legge di caduta?
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- I primi studi sul piano inclinato condotti secondo la dinamica dellimpetus,
forniscono risultati in disaccordo con lesperienza. La causa secondo Galileo risiede
nellazione perturbatrice dellaccelerazione nella fase iniziale del moto di
caduta.
- Losservazione del moto pendolare, in cui la velocità è sempre variabile, lo
costringe ad introdurre nello studio del moto laccelerazione come fattore
determinante.
- Attraverso un percorso complesso e controverso (per gli stessi storici della scienza)
che ruota intorno alla difficoltà di definire il concetto di velocità istantanea (che
troverà soluzione circa cento anni dopo con la formulazione del calcolo differenziale da
parte di Newton e Leibniz) Galileo (»1604) giunge a formulare la legge di caduta dei
gravi. [lettura pg.107 : Lo studio del moto accelerato secondo Galileo, libro
di testo]
- Nellopera Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze
(1638) Galileo ricostruisce e rielabora le sue esperienze sul moto condotte più di trenta
anni prima. Descrivendo il suo libro ad un amico nel 1639:
Io non suppongo cosa nessuna se non la diffinizione del
moto, del quale io voglio trattare e dimostrarne glaccidenti
Io mi dichiaro di
volere esaminare quali siano i sintomi che accaggiono nel moto di un mobile il quale,
partendosi da uno stato di quiete, vada movendosi con velocità crescente sempre nel
medesimo modo
Provo gli spazii passati da cotal mobile essere in dupplicata
proporzione di quella dé tempi
Argomento ex suppositione sopra il moto, in
quella maniera diffinito; siché quando bene le conseguenze non rispondessero alli
accidenti del moto naturale dé gravi descendenti, poco a me importebbe
Ma in questo
sono io stato, dirò così, avventurato, poiché il moto dei gravi ed i suoi accidenti
rispondono puntualmente alli accidenti dimostrati da me del moto da me definito.
Partendo
dallipotesi che nel moto di caduta un corpo si muova, a partire da uno stato di
quiete, con velocità proporzionale al tempo dimostra che le distanze percorse sono
proporzionali al quadrato dei tempi trascorsi (dupplicata proporzione). Lesperimento
condotto sulla verifica della relazione spazio tempo conferma la correttezza
dellipotesi.
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[lettura
pg.107 108 libro di testo]

H = 1 o 2 braccia
L = 12 braccia
Descrizione
Il
tempo di caduta delle sfere è ottenuto pesando la quantità dacqua che, nel
medesimo tempo, fuoriuscendo attraverso un sottile cannello dal secchio, viene raccolta in
un recipiente.
Si misura il tempo di caduta della sfera variando in modo
controllato la lunghezza di caduta. Per ogni lunghezza si ripete più volte la misura del
tempo.
Risultati e conclusioni
- Facendo percorre alla palla un quarto della lunghezza totale del piano si ottiene
puntualissimamente la metà del tempo precedente.
- Facendo poi lesperienze di altre parti,
,per esperienze ben cento volte
replicate, sempre sincontrava gli spazi passati essere tra di loro come i quadrati
de i tempi, e questo in tutte le inclinazioni del piano.

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Con Galileo nasce la fisica moderna, ovvero si fonda il metodo
(sperimentale) con cui il fisico indaga la natura. La legge di caduta dei corpi esprime,
per la prima volta, le caratteristiche compiute di ciò che oggi intendiamo per legge
fisica.
Legge di caduta dei corpi
La
velocità di un corpo che cade aumenta proporzionalmente col tempo.
Laccelerazione
della caduta è la stessa per tutti i corpi.
|
- In una lettera a Sarpi del 1604, Galileo mostra di conoscere la proporzionalità tra le
distanze percorse e i quadrati dei tempi nel moto di caduta libera, ma si dice alla
ricerca di un principio fondamentale dal quale dedurre tale relazione.
- I corpi cadono, cadendo il loro moto accelera, le distanze percorse crescono con i
quadrati dei tempi; ma qual è la ragione di tutto ciò?
- Ciò che cerca Galileo non è la causa del moto di caduta ma la sua essenza, la sua
definizione. Galileo rinuncia alla spiegazione causale in favore della ricerca del
carattere essenziale del moto.
Voi errate signor Simplicio; voi dovevate dire
che ciaschedun sa chella si chiama gravità. Ma io non vi domando del nome, ma
dellessenza della cosa: della quale essenza voi non sapete punto più di quello che
voi sappiate dellessenza del movente le stelle in giro
[Dialogo sopra i due
massimi sistemi del mondo (1632)]
Individuato
il principio
La velocità del mobile è proporzionale al tempo
trascorso.
Galileo
deduce
matematicamente le conseguenze
Gli spazi percorsi sono
proporzionali al quadrato dei tempi trascorsi.
quindi
verifica
sperimentalmente la relazione dedotta fra gli spazi ed i tempi |
- Un punto fondamentale del metodo galileiano consiste nel fatto che le conseguenze dei
principi assunti, sono costituite da relazioni fra enti quantificabili, misurabili. Il
linguaggio della matematica entra nella descrizione fisica della natura e consente di
sottoporre ad una verifica oggettiva le sue leggi.
"La filosofia è scritta in questo grandissimo
libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l'universo), ma non si
può intendere se prima non s'impara a intendere la lingua, e conoscere i caratteri, nei
quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri sono triangoli,
cerchi ed altre figure geometriche mezzi senza i quali è impossibile intendere umanamente
parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto."
[Il Saggiatore (1623)]
In sintesi i punti fondamentali del metodo galileiano sono:
- laver spostato lobiettivo primario della ricerca sulla natura, dalla
determinazione delle cause o finalità, alla descrizione dei suoi fenomeni attraverso
lindividuazione dei loro caratteri essenziali.
- avere introdotto la matematica nella descrizione fisica della natura, sia come strumento
logico deduttivo, che come linguaggio attraverso il quale esprimere le sue leggi e
consentire una loro verifica oggettiva.
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Bibliografia
- Aristotele, Fisica e Del cielo in Opere volume terzo, Biblioteca
Universale Laterza, Roma-Bari, 1991.
- Opere vol.I e II, Classici della scienza, UTET, Torino 1980.
- E. Bellone, Galileo: le opere e i giorni di una mente inquieta, I grandi della
scienza n.1, febbraio 1998.
- M. Clagett, La scienza della meccanica nel Medioevo, Feltrinelli, Milano, 1981.
- S. Drake, Galileo [una biografia scientifica], Il Mulino, Bologna, 1998.
- S. Sambursky Il mondo fisico dei greci, Feltrinelli, Milano, 1983.
- A. Koyré, Studi galileiani, Einaudi, Torino, 1979.
- A. Koyré, Galileo e Platone in Introduzione a Platone, Editori Riuniti,
Roma, 1996.
- Libro di testo: Bergamaschini, Marazzini, Mazzoni, Fisica 1, Signorelli, Milano.

