IL METODO DI CARTESIO
e le sue regole
Di A. Radaelli e N. Scimè
Nel Discorso sul metodo, Cartesio spiega il suo criterio di ricerca di un fondamento assoluto del sapere che si divide sostanzialmente in due argomentazioni principali: una negativa dove espone una forte critica al tipo di istruzione di tipo tradizionale ed una positiva dove egli introduce e giustifica la validità del suo nuovo metodo .
Secondo Cartesio listruzione tradizionale, basata sullo studio delle opere altrui anziché sulla ricerca diretta, non insegna a giungere a nuove verità ma si limita alla conoscenza di quelle già esistenti, senza però ripercorrere la strada perseguita per il loro ritrovamento. Anche la matematica tradizionale non lo soddisfa e critica il metodo dimostrativo dei greci, capace di provare i singoli risultati, ma non di rivelarne l'origine né di farci scoprire nuove verità.
Il metodo proposto da Cartesio, invece, si fonda su quattro regole fondamentali che possono sembrare poche rispetto ai suoi propositi , ma per lui non è tanto importante il numero quanto la decisione di rispettarle:
"E come un gran numero di leggi riesce spesso a procurare scuse ai vizi, tanto che uno stato è molto meglio ordinato quando, avendone assai poche, vi sono rigorosamente osservate; così, in luogo del gran numero di regole di cui si compone la logica , ritenni che mi sarebbero bastate le quattro seguenti, purché prendessi la ferma e costante decisione di non mancare neppure una volta di osservarle".
Le quattro regole di cui parla Cartesio sono:
- Non accettare mai nulla per vero, se non ciò che sia chiaro e distinto
- Dividere ogni problema preso in esame in tante parti
- Iniziare dalle cose più semplici per poi arrivare a quelle più complesse
- Fare enumerazioni scrupolose e rassegne complete in modo da essere sicuri di non omettere nulla
Cartesio formula le sue regole dopo aver riflettuto sul modo di procedere dei matematici:
"Quelle lunghe catene di ragionamenti di cui sogliono servirsi i geometri per arrivare alle più difficili dimostrazioni, mi avevano indotto a immaginare che tutte le cose che possono rientrare nella conoscenza umana, si seguono una all'altra nello stesso modo, che non ce ne possono essere di così remote che alla fine non ci si arrivi, a patto di astenersi dall'accettarne per vera qualcuna che non lo sia, e di mantenere l'ordine richiesto per dedurre le une dalle altre."
Con questi principi Cartesio sperava di risolvere i problemi della filosofia, della fisica, dell'astronomia, dell'anatomia e della matematica. Le tre appendici del Discours avevano lo scopo di provare l'efficienza del suo metodo. "Con questo mezzo egli spiega alla principessa Elisabetta io vedo più chiaramente tutto ciò che faccio".