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"Cera una volta il Lambro
" viene raccontata nella vecchia Brianza
come una favola eppure è una storia vera, di terra ,di fiume ,di
una vita passata.
Si diceva Lambro e per la gente era lacqua fresca che si beveva a piene mani, una vacanza fresca alle spalle del bosco ,un invito al bagno per grandi e piccini. |
| Cerano pesci di ogni specie e dimensione in grande quantità... | ![]() |
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...e le pale dei mulini ruotavano azionando le grosse
macine per trasformare il grano in bianca e polverosa farina. |
Sulla sua riva risuonava lo sbattere vigoroso dei panni e il melodico canto
delle massaie riunitesi al lavatoio.
Il poeta dialettale Airoldi concludeva la poesia "ol Lambar" con queste parole:"E stacqua , sta pocch acqua ca na vanza , portala Lambar, va, portala via: lèl pussee bell regall che la Brianza la fa a la Lombardia".
Questo nellimmediato dopoguerra quando il Lambro aveva ancora le carte in regola per essere considerato un fiume dalle acque limpide e dalla vita rigogliosa.
Poi, lungo il suo corso, trovarono lo spazio per moltiplicarsi le filande e le prime imponenti tessiture degli albori industriali. Era il progresso.
Immaginiamolo alla sua nascita, uninfante di cemento e di
ferro svezzato con fiori di cotone fili di seta e fibre di lino ma abituato
ben presto a pasti più pesanti: masticava legno, divorava ferro
e tanti altri metalli.
Era apprezzato, stimato ed incoraggiato per questo il giovanotto si sentiva
in diritto di arraffare tutto ciò che
trovava
sul suo cammino, di ingoiarlo e di trasformarlo.
Cresceva a dismisura , finchè diventò un gigante che
avanzava imponente, rumoroso, arrogante ed aggressivo che seminava i propri
rifiuti ovunque.
Anche il Lambro dovette subirne le conseguenze tanto che si videro molti pesci tramortiti dagli scarti del gigante, lasciarsi trascinare a valle, questo fu il primo, gravissimo segnale di malessere.
Da monte a valle non cera giorno di tregua per le acque del fiume, la proverbiale trasparenza era sopraffatta dal torbido, un miscuglio di colori e una gonfia schiuma lo avevano occupato.
Pian piano, per questo, la gente si allontanò da quel corso
dacqua che sempre meno era fiume e sempre più era fogna.