Interviste impossibili

 ARCHIMEDE

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La persona che ho intervistato si chiama Archimede, nato a Siracusa nel 287 a.C., ha studiato matematica, astronomia e fisica, con la passione di inventare nuove cose. Amico di Conone di Samo trascorse un breve periodo in Alessandria d’Egitto con lo scopo di arricchirsi culturalmente e mandare avanti la sua specializzazione in Geometria piana e solida. Appena tornato nella sua città di origine, abbiamo realizzato questa intervista, in una spiaggia luogo in cui passa ore con i suoi problemi matematici e pensieri per rivoluzionare la fisica.

 

1)Da chi ha ereditato questa sua passione per le scienze esatte?

 

     “Sono figlio di un astronomo siracusano, da piccolo io e mio padre passavamo i pomeriggi insieme con l’unico scopo di scoprire cose nuove nel campo della matematica e della fisica per inventare cose utili per la nostra società in generale, però con una sola regola: DIVERTIRSI, perché se non ti diverti con quello che fai a un certo punto, diventa noioso e non ce la fai più.”

 

2)Mi può spiegare a cosa serve la sua invenzione meccanica più usata, che viene chiamata “Il principio del sollevamento della vite di Archimede”?

 

    “In pratica ho progettato una macchina con la quale un solo uomo può far muovere una nave completa di equipaggio e carico, questa teoria che ho sviluppato permette la costruzione di macchine con elevato vantaggio meccanico, insieme a questo esperimento ho aggiunto anche una piccola macchina chiamata Odometro,questo ci premette di calcolare la distanza percorsa da un certo veicolo,queste invenzioni le ho realizzate nel corso della prima guerra punica.”

 

3)Le guerre puniche sono sempre un argomento complicato per la popolazione siracusana visto i costanti tentativi romani di dominio sulla città, mi può elencare le armi che ha costruito per evitare questo “assedio”?

 

    “Combattere contro una civiltà così potente militarmente non è facile! Ho dovuto pensare…inventare delle armi belliche semplici da essere maneggiate e allo stesso tempo aver una capacità di distruzione notevole, ho creato un artiglio meccanico in grado di combattere le imbarcazioni nemiche, tra queste invenzioni la più conosciuta è lo specchio ustore  ovvero lamiere metalliche concave che riflettevano la luce solare concentrandola sugli invasori, incendiandone le imbarcazioni.”

 

4)Come le sue invenzione potranno aiutare nel futuro?

    “Le mie invenzioni aiuteranno soprattutto il settore meccanico navale, comunque spero che nel futuro le persone svilupperanno delle tesi come le mie con l’unico scopo di aiutare e migliorare la vita dell’uomo.”

5)Io dovrei scegliere che indirizzo fare e che carriera seguire nel futuro, potrebbe darmi qualche consiglio?

     “ Scegliere che cosa fare nel futuro non è mai facile, nella mia opinione le persone devono fare quello che gli piace, che li fa sentire bene, non ci si deve abbattere mai se magari s’incontra un ostacolo, ma bisogna sfidarlo e riuscire a dare il meglio di sé….auguri!”

  

MARIE CURIE

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  1. Come mai ha scelto di studiare fisica?

 

Ero convinta della mia intelligenza e delle mie capacità ed ero molto interessata alle materie scientifiche.

 

  1. A che età hai finito gli studi a scuola?

 

A quindici anni ho finito le scuole e ho iniziato a lavorare come precettrice e istitutrice.

 

  1. Per quanto tempo e per quale motivo ha scelto di lavorare come precettrice e istitutrice?

 

Ho lavorato come precettrice e istitutrice per otto anni per sostenere le spese dell’università della Sorbonne a Parigi.

 

  1. Che cosa faceva nel suo tempo libero?

 

Durante il mio tempo libero studiavo matematica e fisica da sola.

 

  1. Come ha conosciuto suo marito?

 

Nel novembre 1892, visto che l’università della mia città Varsavia è interdetta alle donne, io e mia sorella ci siamo dovute trasferire a Parigi per iscriverci e studiare alla Sorbonne. Qui incontrai Pierre Curie, un professore della scuola di Fisica e il 26 luglio 1895 ci siamo sposati.

 

  1. Nel 1896 Becquerel scoprì accidentalmente che i Sali di uranio emettevano dei raggi. Che cosa la spinse a scegliere come oggetto di tesi lo studio di questo nuovo tipo di radiazione?

 

Sicuramente una grande curiosità nei confronti di questa scoperta, una sfida rispetto a una ricerca che non si prospettava semplice. Certo ero sicura di poter contare sulla collaborazione di Becquerel, di Pierre mio marito e collega di Becquerel e del fratello di mio marito. Eh sì, avevamo proprio un bel gruppo di lavoro. In seguito la ricerca si è allargata a tutta una serie di altri elementi “radioattivi” quali il Tellurio, il Bario, il Radio, il Polonio e sistemati sulla tavola periodica.

 

  1. Secondo lei che cos’è la radioattività?

 

La radioattività è un fenomeno atomico; con questa mia geniale intuizione distrussi la convinzione della fisica di allora, che l’atomo fosse la particella più piccola della materia.

 

  1. Nel 1903, insieme a suo marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel, ricevette prima donna nella storia, il premio Nobel per la fisica, cosa dice a riguardo?

 

Sì un giusto riconoscimento e i servizi straordinari che abbiamo reso nella ricerca congiunta sui fenomeni radioattivi, scoperti dal professor Becquerel.

 

  1. Dopo otto anni, nel 1911 fu insignita di un altro premio Nobel, questa volta per la chimica. Chi lo vinse con lei?

 

Sì, altra grande soddisfazione per i servizi resi all’avanzamento della chimica tramite la scoperta del radio e del polonio, il loro isolamento, lo studio della loro natura e dei loro componenti. È stato nel 1911, cinque anni dopo la morte di mio marito, questa volta da sola ho ricevuto questo premio Nobel.

 

RITA LEVI MONTALCINI

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1)Dopo aver frequentato le elementari, le medie e le superiori, quale indirizzo universitario ha preso?

Ho studiato medicina all’università di Torino però a 20 anni mi sono iscritta alla scuola medica dell’istologo Giuseppe Levi, dove ho iniziato gli studi sul sistema nervoso.

2)In che anno si è laureata?

Nel 1936 in medicina e chirurgia.

3)Essendo ebrea, quali problemi ha avuto durante il regime fascista?Quali sono stati i suoi problemi durante la guerra?

Nel 1938 a causa delle leggi razziali emanate in Italia, sono dovuta emigrare in Belgio, ma ho  continuato le mie ricerche in un laboratorio casalingo ed inoltre ero ospite all’istituto di neurologia dell’università di Bruxelles.

4)E quando i tedeschi   hanno  invaso il Belgio come ha fatto?

Nel 1940 sono tornata a Torino ed ho allestito un laboratorio di fortuna  a casa dove con il mio maestro Giuseppe Levi iniziammo a fare ricerche sullo sviluppo del sistema nervoso negli embrioni di un pollo.

5)Quali sono stati i suoi primi studi negli anni 38-44?

Tutti i miei studi di quegli anni sono stati dedicati ai meccanismi di formazione del sistema nervoso dei vertebrati.

6)Il 1947 fu una data importante per lo sviluppo dei suoi studi, come mai?

Fu molto importante perché fui invitata a proseguire le mie ricerche al Dipartimento di Zoologia della Washington University (in Missouri) dove rimasi fino al 1977.

7)Cos’è l’NGF?

Allora, l’NGF lo scoprii negli anni ‘51/’52, sarebbe il fattore di crescita nervosa (NGF = Nerve Growth Factor) che è essenziale per la crescita e la differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche.

8)Per quanto ha eseguito questi studi?

Ho proseguito gli studi su questa molecola proteica e sul suo meccanismo di azione per altri 30 anni circa.

9)Durante questi studi, faceva altro?

Sì dal 61al 69 ho diretto il centro di Ricerche di Neurobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma in collaborazione con l’istituto di Biologia della Washington University.

Dal 69 al 79 ho diretto il laboratorio di Biologia cellulare.

10)Sappiamo che è premio Nobel dal 1986, per quali studi?

Nel 1986 sono stata insignita del premio Nobel per la medicina insieme al biochimico statunitense Stanley Cohen grazie alla scoperta del NGF all’ inizio degli anni 50.In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell’ organismo.

11)Dopo che si dovette ritirare per “raggiunti limiti di età” dall’incarico di direttrice del laboratorio di biologia cellulare, cosa fece?

Dal 1979 al 1989 continuai le mie ricerche come ricercatrice e guest professor, dal 1989 al 1985 lavorai presso l’istituto di Neurobiologia del  CRN con la qualifica di superesperto.

12)Sappiano che è stata nominata senatore a vita il 1°agosto del 2001?

Si fui nominata senatore a vita dall’ex presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

 

 Complimenti per la sua intensa e significativa carriera e la salutiamo calorosamente e  le porgiamo i più sentiti auguri peri suoi 100 anni .

 

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