L'ESILIATO

Frammenti per una biografia

"Didietro le sue smorfie il suo sguardo viene lentamentefino a noi come la luce delle stelle"

(J. Cocteau, 1945)

[...] e quando una poesia squisita porta le lacrime sul ciglio degli occhi, questelacrime non sono la prova di un eccesso di godimento, ma piuttosto la testimonianza di unamalinconia irritata, di una postulazione nervosa, di una natura esiliata nell'imperfetto eche vorrebbe impadronirsi immediatamente, su questa terra stessa, di un paradiso rivelato.

(C. Baudelaire "Notes nouvelles sur Edgar Poe")

" Che importa che tu venga dall'inferno o dal cielo,
o mostro enorme, ingenuo, spaventoso !
se grazie al tuo sorriso, al tuo sguardo, al tuo piede
penetro un Infinito che ignoravo e che adoro ? "

(Ch. Baudelaire, Inno alla Bellezza, "I fiori del male", Trad.G. Raboni, Op. Cit.)



9 aprile 1821.
Charles Baudelaire nasce a Parigi da Joseph Francois Baudelaire e
dalla sua seconda moglie Caroline Archimbaut-Dufays .
Il padre ha sessantadue anni, la madre ventisette.

Febbraio 1827. Muore il padre.

1828. La madre sposa il tenente colonnello Jacques Aupick.
Infanzia: Vecchi mobili Luigi xvI, antichi, consolato,pastelli, società del diciottesimo secolo.
Dopo il 1830, il collegio di Lione, colpi, battaglie con i professori e con i compagni, gravi
melanconie. Ritorno a Parigi, collegio ed educazione da parte del mio patrigno (il generale
Aupick).Giovinezza: Espulsione dal Louis-le-Grand, storia della liceaza di baccalaureato. Viaggi
con il mio patrigno nei Pirenei. Vita libera a Parigi, prime amicizie letterarie: Ourliac, Gérard,
Balzac, Le Vavasseur, Delatouche.Viaggio in India: prima avventura, nave disalberata; Mauritius,
isola Bourbon, Malabar, Ceylan. Indostan, il Capo; passeggiate piene di felicità. Seconda
avventura: ritorno su una nave senza viveri, che affondava. Ritorno a Parigi; altre amicizie
lerrerarie: Beuve, Hugo, Gautier, Esquiros. Per molto tempo difficoltà a farmi capire da un
qualsiasi direttore di giornale. Gusto permanente, a partire dall'infanzia, per tutte le
rappresentazioni plastiche. Simultanea preoccupazione della filosofia e della bellezza in prosa e
in poesia; del rapporto perpetuo, simultaneo dell'ideale con la vita.
Sentimento di solitudine dalla mia infanzia. Malgrado la famiglia, - e soprattutto in mezzo ai

compagni -, sentimento di un destino eternamente solitario. Tuttavia gusto molto vivo della vita
e del piacere.
Bambino ho sentito nel mio cuore due sentimenti contradditori:l'orrore della vita e l'estasi della
vita. E caratteristica del pigro nervoso.
E' attraverso I'ozio che, almeno in parte, sono diventato grande. A mio grande detrimento, peché
l'ozio, senza fortune, aumenta i debiti, i soprusi che dai debiti derivano. Ma, a mio grande
vantaggio, relativamente alla sensibilità e alla meditazione, e alla facoltà del dandysmo e del
dilettantismo. Gli altri uomini di lettere sono, per la maggior parte, dei vili faticatori pieni di
ignoranza.

(Ch. Baudelaire, Il mio cuore messo a nudo, Op. Cit)

(Parigi, 4 dicembre 1847)
[...] " L'ozio mi uccide, infatti; mi divora, m i mangia. Non so veramente come possa avere
forza sufficiente a dominare l'effetto disastroso di quest'ozio, e possedere ancora un'assoluta
lucidità di spirito, e una perenne speranza di fortuna, di felicità e di calma."

(Ch. Baudelaire, Lettere alla madre, Op. Cit.)

1833. Baudelaire è iscritto al Collegio Reale di Lione, città dove il patrigno èstato trasferito.

1836. Parigi. Collegio Louis-le-Grand.

1839. Viene espulso per indisciplina.

"Poi tu sai quale educazione atroce tuo marito ha voluto darmi; ho 40 anni e non senza
dolore penso ai collegi, come al timore che il mio patrigno mi ispirava. Eppure l 'ho
amato, ed oggi , d'altronde, ho abbastanza saggezza per rendergli giustizia ma, in
fondo, fu ostinatamente maldestro. Passò oltre rapidamente, perché vedo delle lacrime
nei tuoi occhi."

(Ch. Baudelaire, Parigi 6 maggio 1861, lettere allamadre Op. Cit.)

1840. Si iscrive alla facoltà di giurisprudenza.
1841.
La famiglia, preoccupata per la vita sregolata che conduce, gli impone di partire. Il 9 giugno si imbarca diretto a Calcutta . Cinque mesi dopo torna in Francia.
1842.
Entra in possesso dell'eretidtà paterna; nel giro di due anni la dimezza.
Conduce una vita da dandy.Inizia la lunga relazione con l'attrice mulatta Jeanne Duval
" Solo dal piacere fui attratto, da una eccitazione perpetua; i viaggi, i bei mobili, i
quadri, le ragazze eccetera. Ne sconto la pena oggi troppo crudelmente"

(Ch. Baudelaire, Parigi 6 maggio 1861, lettere allamadre , Op. Cit.)

1843.
Conosce Hugo, Gautier, Saint Beuve.
Frequenta il "Club des Hachichins"
1844.
La madre ottiene dal tribunale che il figlio sia dichiarato incapace di gestire i
propri beni. Il tribunale nomina come tutore il notaio Ancelle.
" Il consiglio giudiziario! Quest'errore spaventoso che mi ha rovinato la vita, che ha
segnato tutti i miei giorni e dato a tutti i miei pensieri il colore dell'odio e della
disperazione. Ma tu non mi comprendi."

(Ch. Baudelaire, Parigi 11 ottobre 1860, Lettere alla madre,Op.Cit)

" Quel maledetto consiglio giudiziario mi ha reso sempre timido e inetto. Mi sembra di
portare su di me una piaga vergognosa che tutti vedono. Giudica tu quanto patisco da
17 anni. "

(Ch. Baudelaire, Parigi Natale 25 dicembre 1861,Lettere alla madre,Op.Cit)

1845.
Scrive il primo dei suoi Salon ( cui seguiranno il Salon 1846, il Salon 1859 e
"Il pittore della vita moderna" del 1861.
1846.
Incontro decisivo con l'opera di Poe di cui tradurrà numerosi racconti. Fu come
scoprire un altro se stesso. (vedi cap. 2 - Baudelaire su Poe)
« Adesso puoi comprendere perché dal profondo della terribile solitudine che mi
circonda, ho compreso così bene il genio di Edgar Poe, e ho saputo scriverne
così bene sulla sua vita.»
Così scrive in un saggio su Poe :
« E' abbastanza recente il caso di quell'infelice, comparso davanti ai nostri giudici con
la fronte adorna d'un raro e curioso tatuaggio : "Non ho fortuna". Egli a quel modo
esibiva sopra gli occhi, come un libro esibisce il titolo, l'insegna della sua vita :
iscrizione bizzarra, ma crudelmente veridica, come presto l'interrogatorio provò. Ebbene,
si danno nella storia della letteratura destini analoghi autentiche maledizioni inflitte a
uomini sulla cui fronte sparsa di pieghe sinuose un alfabeto arcano ha inciso la parola
Disdetta.»

(Ch. Baudelaire, Per Poe, Op. Cit.)

1847.
"... Mi è toccato di restare 3 giorni a letto, sia per mancanza di biancheria
sia per mancanza di legno. Francamente, il laudano e il vino sono delle
cattive risorse contro la desolazione. Fanno passare il tempo, ma non ti
ridonano la vita. Per abbruttirsi , inoltre, ci vuole del denaro."

(Ch. Baudelaire, 4 dicembre 1847, Lettere alla madre ,Op. Cit)

6 febbraio 1848 .
Baudelaire con un fucile tra le mani, sulle barricate degli insorti
pare abbia gridato: « Facciamo fucilare il generale Aupick »
Essere un uomo utile mi è sempre sembrata una cosa squallida.
Il 1848 fu divertente solo perché tutti vi costruivano utopie come castelli in
aria.Il 1848 ha avuto il suo unico fascino nell'eccesso stesso del Ridicolo.
Robespierre è stimabile soltanto perchè ha coniato qualche bella frase.
 
La Rivoluzione conferma attraverso il sacrificio la superstizione.





POLITICA

Non ho alcuna convinzione, come è intesa dalla gente del mio secolo, perché non ho alcuna ambizione. Non c'è in me base alcuna per una convinzione. C'è unacerta viltà, o forse una certa mollezza negli onest'uomini . Solo ì briganti sonoconvinti - di che? - di dover riuscire. Così riescono. Perché dovrei riuscire io, dalmomento che non ho nemmeno voglia di tentare?

Si possono fondare gloriosi imperi sul crimine, e nobili religioni sull' impostura.

(Ch. Baudelaire, Il mio cuore messo a nudo, Op. Cit)

1849 - 1854. Pubblica su varie riviste saggi e poesie .

1851. Scrive "Sul vino e sull'hascisch" che poi si dilaterà nei " Paradisi artificiali".

1857. Pubblica "Les fleursdu mal". Sei testi sono condannati in giudizio per oltraggio alla moralepubblica.

« Ma questo libro il cui titolo Fleurs du Mal dice tutto, è rivestito lo vedrete, di una
bellezza sinistra e fredda; è stato fatto con furore e pazienza. Del resto, la prova del
suo valore positivo sta in tutto il male che se ne dice. Il libro manda in bestia la gente.
D'altronde spaventato io stesso dall'orrore che avrei ispirato, ne ho ridotto un terzo
sulle bozze.»

(Ch. Baudelaire, Parigi 9 luglio 1857, Lettere alla madre, Op. cit.)

Aprile : Muore il patrigno generale Aupick.

Pubblica "Lo spleen di Parigi". In questi anni scrive "Razzi" e "Il mio cuore
messo a nudo". Diceva Poe di un possibile libro con questo titolo:
"Nessuno ha il coraggio di scriverlo. Nessuno avrà mai il coraggio di scriverlo. Nessuno
saprebbe scriverlo, se pure avesse il coraggio".
 

(Ch. Baudelaire, Op.Cit)

« Il mio cuore messo a nudo dove accumulerò tutte le mie collere . Ha! Se mai le
Confessioni da J.J.C. sembreranno sbiadite.»

(Ch. Baudelaire, Parigi 1 aprile 1857, Lettere alla madre, Op. cit.)

Baudelaire questo coraggio lo ha avuto, ne è nata un'opera per frammenti
lucidissima e amara. Come lui Leopardi, dopo di lui Nietzsche e poi
Benjamin.
1860.
Baudelaire scrive l'adattamento del "Mangiatore d'oppio" di De Quincey.
Lettera a Wagner. Studi su R.Wagner e il Tannhäuser.
1861.
« Tu sai che giovanissimo ho avuto un'affezione sifilitica, che in seguito ho
creduto totalmente guarita. A Digione dopo il 1848 c'è stata una
recrudescenza che di nuovo fu mitigata. Adesso si ripresenta e prende
una nuova forma, macchie sulla pelle, e una stanchezza straordinaria in
tutte le articolazioni.»

(Ch. Baudelaire, Parigi 6 maggio 1861, Lettere alla madre, Op. Cit.)

« Un imbecille ha avuto la felice idea di venirmi a trovare poco fa. Una volta
andatosene, la mia testa è stata ripresa dai galoppi della nevralgia. Interrompo la
lettera. Conto le nevralgie ci sono pillole composte, credo di chinino di codeina e di
morfina. L'orrore cche questo da molto tempo nei confronti dell'oppio mi ha
impedito di farne uso. Ma tra due o tre giorni se la cosa continua ne prenderò. »

(Ch. Baudelaire, Bruxelles,venerdi' 22 dicembre 1865, Lettere alla madre, Op. cit.)

La mia situazione. C'è chi mi saluta, chi mi fa la corte,
forse c'è chi mi invidia. La mia situazione letteraria è più che
buona. Posso fare ciò che voglio. Mi verrà stampato tutto.
Poichè ho una specie d'ingegno impopolare, guadagnerò poco
denaro, ma lascerò una grande fama, lo so, a patto che abbia
il coraggio di vivere. Ma la mia salute spirituale; detestabile;
forse perduta.
Verrò subito alle cose concrete, ossia attuali. In verità, ho
bisogno di essere salvato, e soltanto tu puoi salvarmi. Voglio
dire tutto oggi. Sono solo, senza amici, senza amante, senza
cane, senza gatto, nessuno con cui lamentarmi. Ho solo il
ritratto di mio padre, che resta sempre muto.

(Ch. Baudelaire, Lettere alla madre, Op. cit.)

1864.
Baudelaire si trasferisce in Belgio dove tiene conferenze e letture delle sue
opere. "Caro Belgio" è il frutto di quel soggiorno amarissimo.
Belgio
Bruxelles
Fisionomia
generale.
Aspetto singolare delle bocche nella strada e ovunque.
Non labbra di piacere.
Non labbra d'imperio.
Non labbra d'ironia.
Non Labbra di eloquenza.
Cessi spalancati all'imbecillità.
Cloache spalancate.
Bocche informi.
Volti incompiuti.

(Ch. Baudelaire, Il mio cuore messo a nudo, Op. Cit)

Marzo 1866. Baudelaire è colpito da paralisi e afasia.

2 luglio 1866.
Baudelaire è trasferito a Parigi in una casa di cura.
Da quel momento, lui che ancora pochi giorni prima aveva momentaneamente posseduto il verbo più potente che mai sia risonato su labbra umane, non poté più pronunziare che queste parole: «Nom, prénom » e, essendosi visto in uno specchio, perché si pettinasse, da un'amica (una di quelle amiche barbare che credono di farci del bene costringendoci a « esser accurati » e che non si peritano di porgere uno specchio a un viso moribondo che si ignora e che, con i suoi occhi già chiusi, si immagina ancora un viso di vita), non riconoscendo se stesso, si rivolse un cenno di saluto.

(Dalle Giornate di lettura di Marcel Proust ,Op. Cit.)

31 Agosto 1867.
Baudelaire muore. Viene fatto seppellire dalla madre nel cimitero di
Montparnasse accanto alla tomba del patrigno.
16 agosto 1861
Madame Aupick muore a Honfleur.
[Parigi, 6 Maggio 1861]
Noi siamo evidentemente destinati ad amarci, a vivere l'uno per l'altra, a finire la nostra vita il più onorevolmente e dolcemente possibile. E tuttavia, nelle circostanze terribili in cui mi trovo, sono convinto che uno di noi due ucciderà I'altro, e che alla fine ci uccideremo a vicenda. Dopo la mia morte, tu non vivrai più, è chiaro. Io sono l'unico oggetto che ti faccia vivere.

(Ch. Baudelaire, "Lettere alla madre", Op. Cit.)

Dalle Giornate di lettura di Marcel Proust

Nelle sue lettere, come in quelle di Stendhal, hai letto cose crudeli sopra i suoigenitori. E crudele egli è nella sua poesia : crudele, eppure infinitamente ricco disensibilità, tanto più stupefacente nella sua durezza in quanto si avverte che lesofferenze che deride, che rappresenta con tanta impassibilità, egli le ha sentite afondo.

Saint-Beuve concluse il suo articolo con queste frasiinaudite: «certo si è che Baudelaire guadagna a essere conosciuto di persona, giacché, mentre ci si aspetterebbe di veder entrare un uomo strano ed eccentrico, ci si trovainvece davanti un candidato ben educato, rispettoso, esemplare, un simpatico giovinotto,fine di linguaggio e perfettamente classico nei modi ».

«Lui che lottò tutta la vita contro la miseria e la calunnia dopo la sua morte, futalmente dipinto come un pazzo ed un perverso che la fu stupefatta e felice di ricevere daSaint-Beuve una lettera in cui gli parlava di suo figlio come di un uomo intelligente ebuono! »


Saint-Beuve fu uno dei più grandi critici letterari del tempo

Charles Baudelaire dedico' all'amico Gautier i Fiori del male:

AL POETA IMPECCABILE
AL MAGO PERFETTO DELLE LETTERE FRANCESI
AL MIO CARISSIMO E MOLTO VENERATO
MAESTRO E AMICO
TÉOPHILE GAUTIER
CON I SENSI
DELLA PIU' PROFONDA UMILTÀ
DEDICO
QUESTI FIORI MALSANI
C. B.