LUCE
IL SISTEMA OCCHIO CERVELLO E LA PERCEZIONE DEI COLORI I COLORI della LUCE I COLORI degli OGGETTI LA RADIAZIONE SOLARE
IL SISTEMA OCCHIO CERVELLO E LA PERCEZIONE DEI COLORI
Il colore è uno degli aspetti più attraenti di ciò che vediamo.
Il colore di una luce o di un corpo non è una proprietà intrinseca di quella luce o di quel corpo, ma è un aspetto che il nostro sistema visivo attribuisce loro. Il colore è il risultato di un processo che avviene nel nostro occhio e nel nostro cervello e dipende dalle proprietà fisiche della sorgente che illumina i corpi e dei corpi che vengono illuminati.
Jan van Eyck: "coniugi Arnolfini" ed elaborazione sul colore Per vedere i colori occorre infatti un livello di illuminazione piuttosto alto; in una stanza in penombra riusciamo ancora a vedere gli oggetti, ma i colori risultano attenuati o del tutto assenti.
La nostra capacità di vedere i colori è affidata ai coni, fotorecettori presenti nel nostro occhio, che richiedono per essere stimolati un livello di illuminazione piuttosto alto. Quando il livello di illuminazione si abbassa, diventando insufficiente a eccitare i coni, entrano in azione i bastoncelli, che, avendo sensibilità maggiore, consentono di vedere, ma non hanno le proprietà necessarie per la visione del colore.
La retina dellocchio umano possiede due tipi di ricettori fotosensibili:
- coni
- bastoncelli
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sezione schematica di occhio umano e di una piccola porzione ingrandita di retina Entrambi contengono i cosiddetti fotopigmenti (circa 109 molecole per ogni ricettore) che sono costituiti da una proteina (opsina) diversa per ogni pigmento legata a una molecola di retinale
I coni sono preposti alla visione diurna (o fotopica) che permette il riconoscimento del colore e dei dettagli delle immagini. I coni sono di tre tipi, ciascuno contenente uno specifico fotopigmento:
cianolabe
massimo assorbimento nel blu 445 nm clorolabe
massimo assorbimento nel verde 535 nm eritrolabe
massimo assorbimento nel rosso 585 nm I bastoncelli sono responsabili della visione crepuscolare e notturna (scotopica) che non permette il riconoscimento dei colori e dei dettagli delle immagini, ma è circa 1000 volte più sensibile di quella dei coni e perciò attiva anche con luce molto debole. I bastoncelli contengono un solo fotopigmento la rodopsina
La presenza dei tre diversi tipi di coni nella retina, scoperta solo recentemente, aggiunge valore alla teoria dei colori elaborata quasi duecento anni fa. Secondo tale teoria la visione umana dei colori può essere interpretata come un fenomeno tricromatico; pertanto la vasta gamma dei colori può essere ottenuta dalle diverse combinazioni dei tre colori primari (rosso, blu, verde).
Questa teoria si è dimostrata assai utile (le immagini a colori delle fotografie e della televisione si basano sulla visione tricromatica), ma non spiega alcuni fatti sperimentali; sono state perciò elaborate nuove teorie, in particolare quella di E.H. Land che pone in evidenza lassociazione occhio cervello.
La radiazione del Sole ci appare bianca, ma se facciamo passare un sottile fascio di radiazione solare attraverso un prisma, essa viene separata nelle sue componenti monocromatiche, dando luogo a una serie in cui si succedono colori diversi.
Il primo a compiere questo esperimento fu Newton che identificò sette colori principali
ROSSO
ARANCIONE
GIALLO
VERDE
BLU
INDACO
VIOLETTO
Newton osservò inoltre che questi sette colori non sono ulteriormente scomponibili e dedusse che il bianco è il colore risultante dalla loro combinazione.
Oggi sappiamo che la luce solare è una radiazione elettromagnetica e che i vari colori che la compongono sono anchesse radiazioni elettromagnetiche che hanno diversa lunghezza donda.
Ciascuno dei sette colori identificati da Newton contiene tuttavia molte gradazioni di colore distinguibili dallocchio umano (per esempio diverse tonalità di rosso, giallo ecc.).
le tre qualità dei colori possono essere così essere rappresentate Nella figura é rappresentato l'albero dei colori nel quale:
Diversi tipi di alberi o solidi dei colori sono stati proposti da psicologi o pittori per rispondere allesigenza di capire quali colori si possono accostare per produrre effetti più gradevoli.
lasse centrale è formato da campioni neutri cioè non cromatici, ordinati secondo una scala di gradazione chiaro-scuro i fogli contengono campioni della stessa tinta (rosso, verde...) in ognuno dei fogli i campioni dono disposti dallasse verso lesterno in una scala di saturazione, con le tinte più sature lontane dallasse. Le qualità che distinguono tra loro i colori e le loro gradazioni sono:
Saturazione
Intensità
Tinta o tonalità
I colori della luce solare non esauriscono tutta la gamma dei colori saturi.
Newton notò infatti che si combinano le due radiazioni estreme delle spettro solare, il violetto e il rosso, si ottiene un "nuovo" colore rosso violaceo, chiamato porpora o magenta.
Scegliendo opportunamente due radiazioni dello spettro è possibile ottenere il colore bianco. I colori di queste radiazioni si dicono complementari.
Si dicono saturi i colori che hanno la massima purezza e corrispondono a radiazioni monocromatiche. I colori non saturi si ottengono
- sovrapponendo una qualsiasi delle radiazioni spettrali di colore saturo con la radiazione solare bianca. Si ottengono così dei colori più o meno insaturi a seconda della maggiore o minore percentuale di colore saturo contenuto nella miscela.
- sovrapponendo due qualsiasi radiazioni dello spettro solare. Si ottengono così colori più o meno insaturi in base alla distanza nello spettro tra le due radiazioni scelte.
Sono colori non saturi per esempio il rosa di una nuvola al tramonto e il colore celeste del cielo diurno
Lintensità di un colore è la qualità che lo fa apparire allocchio umano più o meno luminoso.
La radiazione solare è costituita da radiazione a diverse lunghezze donda (colori) che hanno allincirca tutte la stessa intensità. Il nostro occhio tuttavia è più sensibile alle radiazioni centrali dello spettro visibile che pertanto ci appaiono più luminose
La tinta o tonalità è la qualità che distingue tra loro i colori saturi in base alla loro lunghezza donda.
Il colore è parte integrale di molti oggetti e può essere attribuito a diversi fenomeni:
assorbimento
interferenza
diffusione (scattering)
Tutto quanto ci circonda (oggetti, materiali, piante, animali) illuminato dalla luce solare ci appare dei più svariati colori. Ciò dipende dal fatto che un materiale può assorbire una parte della radiazione solare; la radiazione che raggiunge locchio contiene solo le radiazioni solari che non sono state assorbite e ciò stimola in noi la sensazione di colore. Se loggetto illuminato per esempio assorbe prevalentemente le radiazioni della regione blu-verde, verranno trasmesse al nostro occhio prevalentemente le radiazioni della regione rossa e quindi noi percepiamo quelloggetto come rosso. Loggetto ci appare pertanto del colore complementare rispetto a quello che è stato assorbito.
Interferenza
Alcuni oggetti appaiono colorati anche se non sono costituiti da materiali capaci di assorbire le radiazioni solari. Il colore può allora essere dovuto allinterferenza tra le radiazioni solari. Questo fenomeno è responsabile del colore delle bolle di sapone, delle conchiglie delle ostriche, delle ali di certe farfalle e delle piume del pavone.
Il fenomeno dell'interferenza si manifesta, per esempio, in presenza di un film sottile di materiale trasparente (come in un caso di un sottile strato di olio sulla superficie dell'acqua).
Le radiazioni visibili vengono riflesse dalle superfici inferiore e superiore del film e possono essere in fase cioè sommarsi o non essere in fase e pertanto annullarsi. Quale delle due possibilità si verifichi dipende dallo spessore del film. In ogni caso le radiazioni che non sono in fase si annullano e pertanto il colore corrispondente non sarà presente tra le radiazioni riflesse che appariranno così del colore complementare.
Tuttavia le radiazioni non in fase durante la riflessione non vengono perse, ma riappaiono come componenti della luce trasmessa. La luce trasmessa e riflessa dal film risulta pertanto di colori complementari
La diffusione della luce solare è un fenomeno dovuto alla presenza di particelle disperse in un gas, in un liquido o in un solido. Tali particelle influenzano in modo diverso la radiazione solare in funzione delle loro dimensioni. Se queste sono più piccole di 1/10 della lunghezza donda della radiazione incidente il fenomeno prende il nome di diffusione di Raylegh.
Il colore blu del cielo, delle piume di alcuni uccelli sono dovute a diffusione così come il colore del cielo allalba e al tramonto.
Nel 1871 Lord Raylegh teorizzò che lintensità della luce diffusa ad angolo retto dalle particelle di piccole dimensioni varia:
- direttamente con lintensità della luce incidente
- direttamente con la radice quadrata del volume delle particelle
- inversamente con la quarta potenza della lunghezza donda.
Il risultato più generale della teoria di Raylegh è che le radiazioni a lunghezza donda più corta (blu/violetto) sono diffuse più efficacemente rispetto a quelle con lunghezza donda più lunga (rosso/giallo).
La luce (radiazione solare) è energia che si presenta sotto forma di radiazione elettromagnetica. Il nome indica lassociazione di una componente elettrica e di una magnetica.
Proprietà caratteristiche della radiazione elettromagnetica
PROPRIETA
SIMBOLO
UNITA DI MISURA
SIGNIFICATO
l
m (multipli e sottomultipli)
Distanza tra due punti successivi in concordanza di fase tra loro nel profilo spaziale (per es. tra due massimi o due minimi)
Frequenza
n
hertz (Hz)
Numero di oscillazioni al secondo, ovvero il numero di onde che transitano per un punto in un secondo
Periodo
T
s
Distanza tra due punti consecutivi tra loro nel profilo temporale, è uguale al reciproco della frequenza
Ampiezza
A
Massimo spostamento di un punto rispetto alla posizione di equilibrio
Intensità
I
Energia che londa trasporta in un secondo attraverso una superficie di area unitaria perpendicolare alla direzione di propagazione; è proporzionale sia al quadrato dellampiezza che al quadrato della frequenza
Frequenza e lunghezza donda sono legate dalla relazione: n = v/l dove v è la velocità dellonda nel mezzo in cui si propaga.
Nel vuoto la velocità di propagazione delle onde elettromagnetiche (velocità della luce) è pari a 2,9979 x 108 m/s e viene indicata con c. La velocità di propagazione delle onde elettromagnetiche nellaria differisce di pochissimo rispetto a quella in vuoto e pertanto si può considerare uguale.
La frequenza è anche legata allenergia (E) della radiazione elettromagnetica dalla relazione: E = hn (equazione di Einstein-Plank) dove h = costante di Plank = 4,136 x 10-15 eV x s.
La porzione visibile dello spettro elettromagnetico, vale a dire lintervallo di energie rivelabili dallocchio umano, occupa una regione molto piccola dellintero spettro compresa nellintervallo di energie tra 1,7 e 3,1 eV.
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