CURIOSITA'

AZZURRO ROSSO
BLU ARANCIO
VINO GIALLO

 

CIELO AZZURRO e MARE TURCHINO

Cerchiamo di spiegare come mai il cielo è azzurro e il mare è blu. La luce solare che arriva sulla terra incontra le particelle presenti nell’atmosfera (molecole di ossigeno e azoto). Da questo incontro si genera un fenomeno, chiamato diffusione di Raylegh, per effetto del quale risultano accentuate le radiazioni con lunghezza d’onda maggiori: il blu e il viola. Il nostro occhio tuttavia è più sensibile all’azzurroe pertanto il cielo ci ci appare di questo colore, soprattutto nelle località di mare o di montagna dove l’atmosfera è molto più leggera e limpida di quella cittadina.

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Il mare è blu perché riflette la tonalità del cielo ed infatti nelle giornate nuvolose l’acqua sembra grigia. Nelle acque profonde poi, a circa 30 metri, l’acqua non è più blu ma di un verde intenso perché là sotto l’acqua subisce due riflessi, quello azzurro del cielo e quello scuro del fondale.

 


BLU, NON SOLO CIELO

Il blu delle piume degli uccelli o delle ali di alcuni farfalle è dovuto solo a un gioco ottico. Le piccolissime lamine che ricoprono fitte le ali delle farfalle così come le barbe delle piume degli uccelli o le squame dei pesci sono incolori, ma sono capaci di catturare la luce e apparire così colorate di blu.

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Le corolle dei fiori invece appaiono blu perché contengono dei pigmenti, gli antociani, capaci di assorbire alcune radiazioni e trasmetterne altre. La presenza dei fiori azzurri-violetti diventa preponderante alle altitudini maggiori e ciò nasconde la necessità di proteggersi contro i penetranti raggi ultravioletti, che giungono con energia maggiore. I pigmenti violetti respingono infatti queste radiazioni che potrebbero danneggiare le cellule del fiore proprio come fanno con la nostra pelle.

 


IL COLORE DEL VINO

I colori della primavera, dell’estate e dell’autunno si ritrovano in un bicchiere di vino. Il vino rosso deve il suo colore allo antocianidine. Durante l’invecchiamento le antocianidine reagiscono con le molecole, incolori, ma amare, di altri flavonoidi che costituiscono un tipo di tannino. La reazione rimuove i tannini e migliora il gusto del vino. Nei vini molto invecchiati, la stessa reazione porta invece alla rimozione della antocianine rosse e lascia visibile il colore marrone dei tannini.

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Il colore del vino bianco è invece dovuto essenzialmente alla quercetina  il cui colore diventa di un marrone tanto più scuro quanto più il vino invecchia a causa dell’ossidazione della molecola. Un vino bianco molto giovane può presentare una sfumatura verdastra dovuta alla presenza di clorofilla che non è stata eliminata con la fermentazione.

 


ROSSO e DINTORNI

Ogni volta che guardiamo a lungo un colore il nostro occhio vede anche il suo complementare. Se si fissa per qualche minuto un oggetto arancione, sulla nostra retina si formeranno delle macchie blu, se l’oggetto è giallo vedremo il viola, se è rosso il verde. Per questo motivo il camice dei chirurghi è verde; durante gli interventi osservano il sangue per molte ore e il verde dei camici aiuta a neutralizzare le macchie dello stesso colore che si formano sulla retina.

Il sangue è rosso per puro caso; la sostanza che lo rende di tale colore è l’emoglobina che tuttavia è stata scelta dalla natura non per il suo colore, ma per la sua capacità di trasportare l’ossigeno. In alcuni invertebrati il sangue è blu perché è presente una sostanza di tale colore con proprietà analoghe a quelle dell’emoglobina.

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Un tramonto scarlatto, un’alba porporina sono tra gli spettacoli più romantici. Il giallo e il rosso del cielo sono dovuti allo stesso fenomeno responsabile del suo colore azzurro durante il giorno: la diffusione di Raylegh. All’alba e al tramonto tuttavia noi vediamo le radiazione che passano attraverso le particelle presenti nell’atmosfera. La luce blu viene principalmente diffusa lateralmente e pertanto la luce rossa e gialla, diffuse con minore efficienza, sono quelle che arrivano direttamente al nostro occhio.

 

 


CAROTE POMODORI e PAPAVERI

Il colore arancione delle carote è dovuto al carotene, ma tale colore familiare rappresenta una novità relativamente recente. In origine infatti le carote erano violacee per la presenza di molecole appartenenti alla classe dei flavonoidi. Una mutazione ha portato poi alla selezione di una varietà che non sviluppava tale pigmento e si è così arrivati al colore familiare della nostra tavola.

Quando la natura veste i suoi frutti color rubino lo fa a ragion veduta. Il pomodoro per esempio diventa vermiglio solo quando è completamente maturo, in questo modo attira gli animali che mangiandolo spargono a terre i suoi semi e lo aiutano a riprodursi.

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Il papavero è rosso, ma se l'ape potesse parlare direbbe che il papavero ha i petali a strisce nere. Il colore scarlatto di questo fiore deriva da alcuni pigmenti detti antociani che trasmettono non solo la luce rossa che noi vediamo, ma anche quella ultravioletta che il nostro occhio non rileva, cosa che invece succede alle api. Le righe scure che loro vedono sono le radiazioni ultraviolette che percepiscono come richiamo per raggiungere il nettare.

 


ZAFFERANO IL COLORE DELLA FELICITA'

Il particolare colore giallo dorato dello zafferano ha colpito molto la fantasia dei nostri antenati, infatti già agli albori della storia c’è tutto un frusciare di vesti e di veli tinti di zafferano, una varietà infinita di cosmetici e numerosi rimedi medicinali realizzati con il prezioso fiore.

Lo zafferano ha donato il suo colore giallo agli abiti regali o sacri di ogni tempo e luogo, dalle toghe degli antichi egizi all’abito del Dalai Lama, dai tappeti persiani ai tessuti del Kashmir, dalle calzature dei re di Babilonia alle bende con cui erano avvolte le mummie egiziane. Le spose dell’antica Roma portavano dei veli tinti con lo zafferano, le nobili dame del medioevo indossavano sotto i loro abiti nuziali una tunica di seta tinta con lo zafferano, tutto ciò, forse, ha a che fare con le proprietà afrodisiache dello zafferano?

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Inoltre bagni, unguenti, oli per massaggi e bellettti erano noti presso i popoli dell’antichità come Egiziani, Greci, Romani, Cinesi e Indiani che usavano tale preziosa spezia per abbellire e rendere più desiderabili i loro corpi. Cleopatra, regina dell’antico Egitto, lo usava per dare un colore dorato alla sua pelle.

Oggi lo zafferano viene ancora impiegato, in occidente, nell’arte profumiera e grazie al ritorno di interesse per le creme naturali, il suo uso si estende anche alla produzione di creme, oli profumati e cosmetici in genere.

Il sole è fonte di vita luce, calore e dunque il colore giallo, e con esso lo zafferano, sono sinonimi di benessere, vitalità, bellezza, abbondanza, salute, gioia e luce. Oggi nei paesi d’oriente ancora si usa regalare lo zafferano per augurare una vita lunga, prospera e felice.

 

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